6° Lunedì Sostenibile | |
c/o:
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Spazio Pervinca |
OSPITI:
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Emina Cevro Vukovic |
Elena Barbara Vannini | |
Alessandra Avallone | |
Daniel Casarin | |
Marco Arreghini | |
Simone Ugolini | |
Irene di Carpegna | |
Ellen Bermann | |
Marie Chantal Dumont e Duccio Machnitz | |
Araceli De La Parra | |
Elisabetta Tonali | |
Cascina Santa Brera Grande | |
Scuola di pratiche sostenibili | |
DRINK della serata:
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lemon grass tailandese, dal gusto delicato e rinfrescante |
vino | |
WORKSHOPS |
“Diffondiamo la biodiversità, creiamo un orto con materiali reciclati e i semi di www.civiltàcontadina.it” a cura di ALESSANDRA AVALLONE, giornalista e food designer. Alessandra Vallone è una delle anime di “Orti in conca”, un “esperimento di democrazia dalle radici”, nato a Milano nel 2009 per salvaguardare e propagandare varietà di frutta e verdura antiche e a rischio estinzione. Per farlo, il gruppo utilizza semi locali, raccolti dall’associazione Civiltà contadina. Nella prima fase del workshop, Alessandra ha illustrato i metodi per trasformare oggetti di uso comune in recipienti adatti alla semina.Fra questi: vasetti di yogurt, confezioni di uova e bottiglie di plastica (ideali per il trapianto delle cipolle). Dopo aver introdotto i principi dell’agricoltura biodinamica, ha guidato i partecipanti a creare il proprio micro-orto da balcone, seminando rucola e insalata gentilina, barbabietole rosse, basilico, aneto. Con una sola richiesta: condividere la crescita delle piante e scambiarle con altri agricoltori urbani. Sotto forma di frutti o di nuovi semi (ma questa è un’azione riservata ai più esperti). Per espandere la biodiversità a partire dal proprio terrazzo.
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“Propagandiamo le piante intelligenti che assorbono l’inquinamento“. Emina Cevro Vukovic ha illustrato la ricerca sulle piante capaci di assorbire l’inquinamento svolta da DANIEL CASARIN del daily web magazine sulle tecnologie sostenibili www.genitronsviluppo.com, ricerca concretizzata in un EBook acquistabile nel loro sito. In un allestimento che ricordava un interno domestico l’areca (chirisalidocarpus lutescens), la lingua di suocera (sanseviera trifasciata), il potus (epipremmum aureum) facevano il loro lavoro: assorbivano co2, filtravano l’aria dalla pericolosa formaldeie e altri composti organici volatili. Nel sito di genitronsviluppo trovate un interessante articolo (oltre all’ebook), la storia di Kamal Meattle (famoso imprenditore e ambientalista indiano) che con una capacità polmonare rifotta al 30% a causa di numerose allergie, grazie a queste piante, riuscì a purificare l’aria di casa e a riguadagnare la salute. Molti bambini in città soffrono di asma, mal di testa, prurito al naso, alla gola, tutti sintomi comuni di esposizione a sostanze inquinanti presenti nell’aria, grazie a queste piante potrebbero stare meglio. Nel veloce workshop sono state illustrate anche le piante che ci proteggono dall’inquinamento negli esterni, in particolare tillandsie e edera.
Alla parete dell’allestimento domestico le tavole di MARCO ARREGHINI illustravano quanto ossigeno produce una specifica superficie verde – prato. bosco, campo agricolo – e quanto inquinamento riesce ad azzerare.
“Il giardino delle meraviglie, un percorso profumato da fare insieme” a cura di SIMONE UGOLINI, tratto dal suo progetto per le scuole “Bioalimenta il futuro – ortocircuito”.
PICNIC |
“Erbe selvagge nella giungla metropolitana”
Nelle foto sotto- cortesia di Alberto Ferrero- i vasetti del catering realizzati grazie alle erbe spontanee raccolte da IRENE DI CARPEGNA nella Cascina Santa Brera, a 10 km da Milano.
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Irene ci ha portato parietaria (ottimo sostituto degli spinaci), la versatile ortica, menta e meravigliosi fiori di borraggine, biancospino, tarassaco. Noi (Anna, Chantal, Emina, Francesca) abbiamo usato le erbe spontanee raccolte da Irene per preparare tre diverse ricette: insalata di orzo rosa con parietaria, menta e fiori di borraggine; insalata di farro con fiori di tarassaco; dadetti di polenta alle ortiche con piselli e fiori di biancospino. Eravamo molto soddisfatte del look e del gusto dei nostri 150 vasetti. Anna e Elena hanno cotto dei buoni pani .
Come tisana avevamo lemon grass tailandese, dal gusto delicato e rinfrescante, e da bere del vino.
TALKS |
ELLEN BERMANN, presidente dell’associazione Transition Town Italia, ci ha illustrato i tredici passi suggeriti dal movimento transition town per innescare un cambiamento sostenibile. Ellen conduce seminari in Italia (vedi sito) sul metodo transition che è estremamente interessante per il contenuto -liberarsi dalla dipendenza dal petrolio- e per il metodo con cui lavorare al cambiamento che mescola tecniche di comunicazione e marketing con un lavoro interiore e spirituale sui propri valori e dipendenze.
Ecco i punti:
1) formare un gruppo guida, 2) sensibilizzare, 3) gettare le fondamenta facendo networking con gruppi e attivisti esistenti, 4) organizzare il grande lancio dell’iniziativa, 5) costruire gruppi di lavoro, 6) utilizzare “Open Space Techmology”, il metodo di discussione ideato da harrison Owen, 7) sviluppare manifestazioni concrete e visibili del progetto per aumentare la partecipazione, 8) facilitare l’acquisizione di competenze utili quali l’orticoltura e il saper riparare, 9) costruire un ponte con le amministrazioni locali attraverso realazioni positive, 10) onorare gli anziani e il loro sapere, 11) lasciare che la transiozione vada dove deve andare, non controllarla, 12) costruire un piano di discesa energetica per liberarsi dalla dipendenza dal petrolio, 13) operare per la necessaria transizione interiore, per un ripensamento dei propri valori.
MARIE CHANTAL DUMONT, DUCCIO MACHNOTZ: missioni sostenibili. Marie e Duccio, con un un bel supporto visivo, hanno spiegato finalità e modalità di “Critical City, libera il gioco, conquista la città“. Lo scopo del progetto è rispondere al bisogno sentito da molti di potersi impegnare per la propria città , trasformando questa desiderio-attività- in un grande gioco collettivo. Andando sul sito si trovano delle missioni da svolgere, se ne sceglie una, si va sulla città reale a compierla, si documenta la missione sul sito (foto, video, testo) e si guadagnano dei punti che danno diritto a compiere missioni sempre più importanti. Critical City utilizza le nuove tecnologie per riscoprire il piacere di uscire di casa, costruire relazioni reali, provare a trasformare la propria città divertendosi e sviluppando la propria creatività. In questo modo Critical City ha un serbatoio di volontari pronti all’azione che le permette di colloborare con realtà no profit che svolgono una missione affine. Per saperne di più oltre al sito c’è blog.crticalcity.org
INSTALLAZIONI |
ARACELI DE LA PARRA: “Acqua Viva”, sistema di recupero delle acque piovane che utilizza la tecnologia Flowform. Araceli, designer industriale, messicana, laureata a New York e master presso la Domus Academy, con questo progetta implementa le teorie e le ricerche di Vicktor Schauberg, Theodore Schwenk e John Wilhes per gestire l’acqua piovana come risorsa preziosa rispettandone le sue proprietà vitali. Acqua viva consiste in una serie di eleganti sculture Slowform che vitalizzano e purificano l’acqua. Studiato per un condomionio Acqua Viva comprende ad ogni piano un contenitore per l’acqa piovana che servirà per l’irrigazione delle piante domestiche in modo di ridurre la quanità di acqua potabile utilizzata a questo scopo.
ELISABETTA TONALI: progetti di architettura del paesaggio. Elisabetta ha presentato tre manifesti che esemplicavano ognuno un aspetto del suo modo di progettare il paesaggio. Il primo conteneva una lettura del pesaggio rurale lombardo che ne evidenziava i tratti caratterizzanti : i filari di alberi, gli accessi alle case, le rogge. Secondo Elisabetta è prioritario individuare quali sono i tratti salienti del paesaggio per poterli poi riutilizzare nelle varie progettazioni paesaggistiche legate al territorio. Il secondo manifesto conteneva progetti di giardini privati, realizzazioni già compiute. Il terzo manifesto progetti pubblici, parchi, residence. Uno stesso filo di colori e essenze locali mostrava l’armonizzazione del progetto privato e pubblico con il territorio lombardo.
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CASCINA SANTA BRERA GRANDE: campagna “Adotta un orto” e presentazione della “Scuola di pratiche sostenibili“. Pocurarsi ortaggi biologi freschi e sani, condividendo raccolta e momenti conviviali, è quanto permette la campagna adotta un orto che in maniera semplice e ludica introduce al mondo della permacultura. Durane tutto l’anno nella scuola di pratiche sostenibili si possono seguie corsi, anche residenziali, sulla bioediliza, energie rinnovabili, orticoltura, autoproduzione di saponi e cosmetici naturali, panificazione casalinga, potatura, autocostruzione di case di paglia e molto altro.
PROIEZIONI |
MARIE CHANTAL DUMONT ¡Pura Vida! 23 min – digitale |
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Synopsis
Yan e Vickie Levasseur, fratello e sorella canadesi, partono per il Costa Rica con l’intento di realizzare il loro sogno: comprare un pezzo di terra per viverci in modo sostenibile ed autosufficiente. Si rendono conto di come tutti quanti siamo dipendenti dal sistema industriale, economico e sociale, e si interrogano sulle nostre capacità di sopravvivenza a contatto con la natura in caso di catastrofe… Provano a tornare alle radici delle cose cercando di sviluppare la loro conoscenza sull’autosufficienza e sulla “semplicità volontaria” (downshifting).
Dato che il cibo rappresenta la base di questo tipo di ricerca, il documentario descrive anche alcuni prodotti agricoli esotici (caffè, banane, ananas, ecc.) attraverso le riflessioni e le avventure dei protagonisti.
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Synopsis
L’Azione Nazionale in bici è un progetto ideato dall’associazione Environnement Jeunesse (Ambiente Giovani) di Montreal, Canada. Alcuni gruppi di ciclo amatori partono da diverse città della provincia per percorrere 250 km in bici nel bel mezzo dell’inverno canadese. La loro destinazione? Il Parlamento della città di Quebec, dove incontreranno alcuni politici tra cui il Ministro dell’Ambiente per consegnargli delle proposte per l’ambiente (precedentemente elaborate dai partecipanti durante la pianificazione dell’intero viaggio). L’obbiettivo principale di questa azione simbolica è quello di sensibilizzare le persone sui cambiamenti climatici e di educare i più giovani ad essere responsabili a questo riguardo.