Lunedi sostenibili con “Fatti per coltivare” vuole mettere in mostra gli utensili che voi usate per il verde domestico, un omaggio all’agricivismo, alla verde creatività, all’amore per le piante. Sono previste varie categorie di utensili: da quelli ad alto tasso di affettività, magari un regalo del nonno, a quelli esotici, forse scoperti in un viaggio lontano, a quelli progettati e prodotti da voi, nuovi nuovi, a quelli riportati a nuova vita riciclando oggetti domestici, come il classico cucchiaio con cui si smuove la terra dei vasi…
“Fatti per coltivare” è’ un progetto di Simone Simonelli e Stefano Citi per Lunedi Sostenibili.
Siete tutti invitati a partecipare inviando foto, video o i vostri utesili, dopo la mostra rimarra attivo il blog.
tisana di carcadè, spezie, agrumi e vaniglia, rossa/ natalizia
DJ SET:
electro/wave/indie di Winona
ANTONIO PERAZZI, paesaggista, autore di progetti nazionali e internazinali di grande bellezza e poesia, docente alla facoltà di Architettura Ambientale del Politecnico di Milano ci ha parlato di una delle ricerche che sta conducendo da molti anni :” Botanica Temporanea” per la gestione concreta del patrimonio paesaggistico, sia privato sia pubblico. In particolare ha illustrato un progetto a costo zero realizzato con gli studenti all’orto botanico di Vienna, un appassionante lavoro di recupero di semi e biodiversità compiuto direttamente sul posto, scavando e ridisegnanto una vasca per le acquatiche.
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CLAUDIA ZANFI, curatrice, autore, direttore di Amaze – cultural lab, una non profit per la diffusione della cultura contemporanea. Claudia ci ha ricordato il progetto The Mobile Garden dedicato all’opera di Lois e Franziska Weinberger. I due artisti, figure di rilievo nel rapporto tra arte e natura, propongono un’idea di giardino come spazio aperto alla vegetazione spontanea, con particolare attenzione alla biodiversità.
ARACELI DE LA PARRA, designer, ha brevememte illustrato un suo progetto di orto urbano che ha incontrato scarso appoggio da parte del suo comitato di quartiere. Il progetto include alcuni arredi. Araceli ha una formazione di industrial design, dal punto di vista formale e dei materiali il suo progetto è bello e sostenibile. Araceli sarebbe felice di realizzarlo e condividerlo con “contadini urbani” interessati.
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MARESA di Playground, libero orto/giardino nel quartiere ticinese, tra via Torricelli e via Conchetta ha raccontato come è iniziata l’avventura playground. Hanno cominciato a creare una prima aiuola nel terreno abbandonato e non cintato, per testare se sarebbe stata rispettata. Dopo, a esperimento riuscito, sono usciti alla scoperto: zucchine, girasoli e rispetto per le “erbacce”, il tutto concimato con “il migliore ormone per il radicamento che esista, ovvero la cooperazione sociale libera e l’autogestione orizzontale”. Playground diventa terreno di gioco: luogo dove mangiare il panino a mezzogiorno, inventarsi una vena contadina, fare due chiacchiere con gli amici, star bene, rilassarsi. In contemporanea la nascita di www.playground.noblogs.org , cassa di risonanza degli eventi verdi della vittà, e occhio sul mondo green. Playground comunica alcune notizie/informazioni ma soprattutto uno stile di essere ortisti oggi “contro una città solo di polveri e polverosi discorsi che fanno venire la tosse e il naso che cola”, è un luogo di resistenza urbana, un innesto di entusiasmo. Diventa se necessario strumento operativo, serve a mobilitare come è successo nel caso di minaccia di sgombero delle “piantine abusive” di Playground e dell’aiuola abusiva di mister Chen, vicino a piazzale Maciachini.
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TIBI, al secolo MARIELLA BUSSOLATI, giornalista, eco attivista, è progettista e curatrice di ortodiffuso.noblogs.org. Tibi fa parte dell’Associazione del Parco Trotter, che ha ottenuto un finanziamento dalla Cariplo per impiantare un orto comunitario all’interno del parco, è in rete con i coltivatori di ortaggi sui balconi della zona città studi e ha lanciato un progetto di mappatura on line degli orti urbani. L’intento del progetto è visualizzare l’espandersi del fenomeno e quindi chiedere risposte pubbliche al desiderio dei milanesi -e dei cittadini in generale- di spazi da coltivare ad orto, che ora si trovano solo nelle periferie e che sono sostanzialmemte pensati per gli anziani, mentre la voglia di orto attraversa tutte le età.
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FRANCESCA è intervenuta per Semillas, blog su semi, piante, segreti di collettiva sapienza verde, un sito di contadini urbani, dalle parti di Niguarda. Francesca ci ha raccontato esperimenti di acclimatamento urbano di specie esotiche, la sopresa delle cavallette, l’incanto di un tramonto tra i fiori del balcone, la bellezza delle piante e i loro poteri psicotropi e non. Il tutto testimoniato da fotografie veraci, come quella pubblicata qui accanto di Yuki, agrume gigante originario dalla Cina.
sciroppo di sambuco, preparato da Emina questa estate
vino rosso, dolcetto doc
DJ SET:
electro/wave/indie di Winona, per accompagnare il fitto scambio di informazioni e passioni
CATERINA SABAN è l’autrice di L’orto fiorito e L’orto segreto, libri per l’infanzia dove le fotografie sono un viaggio alla scoperta del meraviglioso e dell’inaspettato nella frutta e nella verdura. Entrambi i libri sono stati pubblicati da Milano Ristorazione nell’ambito del programma di educazione naturalistica e alimentare dedicato alla scuole dell’infanzia. Caterina è una artista che lavora attraverso istallazioni dal forte impatto emotico e poetico, ultimamente ne ha dedicata una al climate change. Al lunedi ha proiettato e illustrato le fotografie che ha realizzato per i libri sull’orto e ci ha anticipato alcuni progetti futuri. Coltiva gli ortaggi sul balcone di casa a Milano, la passione per le piante l’ha totalmente coivolta, continuerà la ricerca fotografica in questa direzione, occupandosi di erbe spontanee.
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FELICE SARCINELLI è erborista e fitopreparatore con laboratorio proprio e trenta anni di esperienza, al lunedi sostenibile ha illustrato i suoi progetti di trekking naturalistici alla scoperta delle erbe spontanee , commestibili e medicinali, e i corsi erboristici teorici pratici che ha ideato per le scuole medie. Portare i ragazzi a raccogliere erbe, radici, bacche spontanee e insegnare loro cosa servono fornendo le ricette per preparare a casa medicinali (sciroppi) e alimenti (marmellate o altro) è un modo molto efficace di coivolgere tutta la famiglia del ragazzo alla riscoperta di saperi dimenticati e avvicinarla alla cultura del verde. Felice ha raccontato anche la sua esperienza personale di alimurgia, lo sfamarsi con le piante selvatiche, compiuta come un vero e proprio esperimento con una doppia valenza salutistica e spirituale.
preparato mescolando acqua, succo di leeches o vino bianco con creme de cassis, e ribes colti in Valsesia
Da SEGNALARE:
i vini de La terra trema, vignaioli de verdade
ALESSANDRO MERLO, ricercatore Camera del Commercio di Milano, responsabile per Agricoltura, Territorio e Ambiente dell’area progetti di Agrimercati, Camera di Commercio di Milano, ha illustrato alcuni progetti di Agrimercati, volano di sviluppo del territorio della camera di Commercio, a tutela della produttività sostenibile delle aree verdi a ridosso della città. In particolare ci ha raccontato l’appoggio che Agrimercati ha dato alla creazione di Localmercato, un consorzio di produttori, i più biologici, una “Piccola Distribuzione Organizzata” che utilizzando una piattaforma software getta un ponte agevole tra i produttori e i negozi, i consumatori privati, i gruppi di acuisto solidale. Su www.localmercato.it i consumatori possono acquistare prodotti tipici e biologici freschi, di stagione, a km O, e allo stesso i produttori possono sveltire la gestione economica e burocratica delle vendite con un notevole risparmio di tempo. Un vantaggio per entrambi. Un contributo allo sviluppo di microaziende che costituiscono una parte importante per una nuova economia solidare. Una valorizzazione del territorio rurale alle porte di Milano.
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LA TERRA TREMA, gruppo di “agricoltura critica”, riunisce contadini, vignaioli, allevatori, piccoli produttori e centri sociali. Vuole supportare quei luoghi di contadini, di uomini e donne, quelle “periferie” capaci di tener vivo il territorio e di impadirne la devastazione finale. Il gruppo che ha dato il via a La terra trema abita appena oltre la periferia milanese, una zona ibrida, ancora campagna e quasi metropoli, e attraverso Paolo e Laura ha portato al lunedi l’ esperienza nata dalla frequentazione quotidiana di quel territorio che si estende a una manciata di chilometri a sud-ovest di Milano, un ambiente geografico con una forte connotazione territoriale: due grandi parchi naturali (Parco Agricolo Sud Milano e Parco del Ticino), una radicata tradizione contadina ma luogo anche di un drastico e violento cambiamento geomorfico. Cambiamenti paesaggistici dietro ai quali stanno danni ambientali, sociali, economici, culturali. Un territorio “sfinito”. La loro tesi è che la forma metropoli (la sua attitudine divoratrice di risorse ambientali, umane, territoriali) è tra i responsabili del degrado ambientale del pianeta, della crescita esponenziale delle nuove povertà nelle periferie di tutto il mondo.
folletto terra trema, critical vine
Paolo di La Terra Trema ha illustrato il desiderio e il modo di opporsi al degrado:
“Lavorare la terra, coltivare un orto, imparare ad usare linux, sperimentare l’autoreddito, partecipare a gruppi d’acquisto, autoprodurre cultura, occupare aree dismesse nelle periferie delle metropoli, saperi, sapori. Sono esempi reali di quanto abbiamo chiamato micropolitiche della resistenza. Ci vogliamo situati in un luogo comune che diciamo metropolitano, un tessuto connettivo chedesideriamo autodeterminare in ogni sua forma: geografica e relazionale. Saremo soggettività quando impareremo che la partecipazione inizia dove si sappia mettere in comune i desideri, autoproducendo ricchezza (anche economica) e praticando cooperazione dal basso, partendo dal quotidiano”.
Nello specifico Critical Vine, manifestazione mercato di viticoltori che si tiene nei centri sociali di alcune città italiane, a Milano al Leoncavallo, ha salvato economicamente la vita a molti piccoli e medi produttori, creando una realtà culturale e di mercato importante. Terra e libertà/ critical wine nasce da un’idea di alcuni centri sociali occupati autogestiti (in primis la Chimica di Verona e il Magazzino 47 di Brescia), con la collaborazione di Luigi Veronelli, e si prefigge di creare un dibattito sui temi legati alla Terra, alla questione ambientale e alla qualità della vita materiale. Tra le sue realizzazioni il catalogo di autocertificazione terra e libertà/critical wine, adottato da alcuni ristoranti che riporta il prezzo sorgente del vino. La volontà è quella di accorciare la filiera che separa il produttore dal consumatore: qualità dei prodotti e qualità delle relazioni sociali che li presuppongono; tracciabilità del prodotto e del prezzo. Tutto ciò ha fatto in modo che i piccoli agricoltori -che non possono competere nella grande distribuzione- trovassero un mercato entusiasta e un riscontro critico positivo alle loro produzioni. Paolo si è mostrato scettico rispetto gli slogan con cui è stato lanciato l’Expo, “una risposta alla fame nel mondo”, in quanto formulato da un sindaco e da una giunta che nella amministrazione della città non mostrano solidarietà e accoglienza verso le fasce deboli della popolazione. Paolo ha formulato un invito ai guardiani del territorio ad uscire temporaneamente dai propri ambiti e a darsi al racconto delle proprie quotidiane resistenze.
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CLAUDIO CRISTOFANI, architetto, proprietario e gestore di 130 orti dati in affitto alla periferia di milano, promotore di www.angoloditerra.org, ispirata a Office International de Coin de Terre e des Jardins Familiaux associazione internazionale a difesa degli orti/giardini familiari, ha esposto, anche in base alla sua esperienza di proprietario e gestore di 130 orti di 75 metri quadratati dati in affitto nella immediarta periferia di Milano, il bisogno della città di spazi verdi da dedicare agli orti familiari e la necessità che questo bisogno sia considerato nel nuovo piano del governo della città in via di preparazione.
A questo scopo gli abitanti del quariere hanno già pulito l’ex bocciofila che versava in stato di abbandono,vogliono restituirla alla socialità, alla sostenibilità e creare una garden community. Il 1° quartiere umanitaria ha una parte importante nella storia di Milano, fu costruito in solo un anno, dal 1 aprile 1905 a fine marzo 1906 , su progetto dell’architetto Giovanni Broglio, costituisce uno degli esempi più alti dell’epoca in tema di case operaie: 11 edifici, 240 appartamenti con bagno per circa 1000 persone, più un ulteriore edificio adibito a sala conferenza, salone, teatro, lavatorio e scuola professionale. Al primo piano dei caseggiati c’erano negozi, cooperative operaie di consumo, la Bibblioteca Popolare, l’ Università Popolare e la Casa dei bambini organizzata secondo il metodo Montessori. Negli Anni Ottanta, dopo vicende travagliate, il quartiere è diventato proprietà del Comune che ha inizialmente operato in alcune palazzine delle ristrutturazioni delle parti comuni ma poi ha fermato i lavori. Abbiamo visitato il quartiere con il comitato: via via che gli appartemanti si svuotano le porte vengono murate, nella ex bibblioteca una grande buco, il tetto del teatro dove una volta si ballava è inagibile. Quale è l’intenzione del Comune? Il comitato ha intavolato un dialogo con il Comune, potete leggere i documenti sul loro sito, ma la risposta tarda ormai da anni. E’ una situazione , hanno spiegato, difficile, logorante. In questo contesto l’orto vuole essere uno strumento di coesione, di rinascita, di gioia e fare condivisi.
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ROBERTO BRIOSCHI, vicepresidente della associazione Civiltà contadina, una associazione di volontari per la salvaguardia della biodiversità che si è data la missione di salvare vecchie varietà storiche e locali di sementi da orto e alberi da frutto- ha comunicato la generosa intenzione di dare un appoggio tecnico al comitato inquilini per la creazione dell’orto comunitario. Si tratta di studiare il terreno e fare un progetto sinergico con la rotazione delle coltivazioni. Roberto ha ricordato l’importanza di difendere la qualità alimentare. “Quando mettete in un panino un “normale” pomodoro”, ha detto, “potreste benissimo mettere al posto del pomodoro un foglio di giornale aromatizzato al pomodoro, perchè si coltivano ormai per lo più qualità di pomodoro capaci di durare sul mercato “freschi” per settimane che sono sostanzialmente un ammasso di cellulosa, così come lo è la carta del giornale”. Le tante vecchie varietà agricole e contadine presenti nei piatti del pianeta stanno cedendo il passo a poche varietà commerciali e brevettate dalle multinazinali, spesso ibride, o peggio geneticamente modificate., che non si possono riprodurre se non pagando ricche roylaties alle multinazionali della farmo industria. Civiltà contadina si rivolge ai piccoli coltivatori e a chiunque, anche abitante in città, voglia esperimentare la coltivazioni di ortaggi e alberi da frutto ricchi di sapore e tradizione. Con lo slogan “il passato e il futuro del pianeta possono stare nelle mani di tutti, perchè sono piccoli semi” l’associazione offre semi di saporite specie antiche a chi si impegna a diventare “custode di semi”, ciòè a coltivare almeno una varietà in purezza e a portarla a produre dei semi da ridiffondere. Nelle inziative di Civiltà Contadina anche corsi per preservare le abilità contadine, tra cui: costruzione e restauro dei muri a secco, tecniche di bioedilizia con la terra cruda, tecniche di potatura, tecniche di coltivazione con metodo sinergico, orto-giardinoterapia.
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CAROLINA PACCHI , ricercatrice sui temi della pianificazione partecipata del territorio e autrice con i colleghi del politecnico di un libro collettivo: Per un altra città, rifessioni e proposte sull’urbanistica milanese (politecnica) ha fatto il punto sulla situazione del verde a Milano, 12 ,7 metri quadrati per abitante contando anche le aiuole spartitraffico (circa 35 ad Amsterdan, 96 a Stoccolma). Ha definito preoccupante la situazione di via Solari 40, ha invitato il comitato a fare network, a studiare come altre associazioni sono riuscite a superare situazioni difficili. Ha citato l’associazione “la città del sole – amici del parco Trotter” costituita nell’aprile del 1994 per conservare, tutelare e valorizzare l’intero patrimonio del Parco Trotter: ambientale, naturalistico, architettonico, didattico, culturale, quale bene irinunciabile specie per i bimbi- dai 0 ai 14 anni- che lo frequentano. Nel parco c’è una scuola dove i genitori si sono impegnati a gestire un orto, una fattoria, a dipingere i muri se necessario, per sostenere e sviluppare le attività didattiche ed educative della Scuola del Trotter promuovendo forme associative di cooperazione culturale e sociale. Carolina ha detto: “non bisogna mai smettere di chiedere al Comune, insistere, però allo stesso tempo è bene cercare di fare quello che si può da soli e prendere esempio dagli altri, creare rete, collaborazione”, ha invitato il comitato a visitare il Parco Trotter.